Marco Calcaterra, in qualità di produttore di Nutaru, spumante metodo classico realizzato da uve di Frappato, durante il convegno che si è svolto in occasione di Sicilia in Bolle, il festival delle bollicine siciliane, organizzato dalla delegazione Ais di Agrigento, che si è tenuto nei giorni scorsi al Ristorante Madison di Realmonte (Ag) nei pressi della scala dei Turchi, è stato chiamato a intervenire proprio sulla spumantizzazione del Frappato, un vitigno antico e autoctono della Sicilia orientale ed elemento caratterizzante del Cerasuolo di Vittoria...

“La sperimentazione iniziò nel 2006 un percorso lungo che ci ha portato fino a qui… Durante la mia formazione accademica, assaggiando uno spumante realizzato con la vernaccia nera delle Marche, dopo aver fatto una comparazione con le uve di frappato e diversi confronti con produttori di spumante dell’Etna e docenti dell’università, ho deciso di fare una prova. Il frappato è un’uva fantastica che si presta bene alla spumantizzazione. Raccogliendo le uve 20 giorni prima della raccolta ordinaria, tra la fine di agosto e i primi di settembre, ci sono delle acidità interessanti e un grado alcolico importante, per cui la base c’era.

Ho scelto il metodo classico perché è qualcosa di affascinante, l’attesa anche se lunga è bella.

Sono passati 10 anni dalla sperimentazione e 4 anni dalla messa in commercio del Nutaru.

Inizialmente abbiamo fatto la sperimentazione sul rosato, poi per motivi commerciali è stato scelto di fare  anche il bianco.

Il bianco affina sui lieviti 36 mesi, il rosato 24, proprio  per dare maggiore valorizzazione al vitigno, alla sua fragranza importante e alla semi aromaticità dovuta a una parte del terpenico presente in esso”.